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Mercoledì 7 marzo 2018 ore 16.00 e 21.00

Mercoledì 7 marzo 2018 ore 16.00 e 21.00

CINEMA e letteratura

UNA VITA

 

GENERE:Drammatico
REGIA: Stéphane Brizé
ATTORI: Judith Chemla, Jean-Pierre Darroussin, Swann Arlaud, Yolande Moreau, Olivier Perrier, Clotilde Hesme, Alain Beigel, Finnegan Oldfield
PAESE: Francia, Belgio 2016
DURATA: 119'

 

TRAMA:
In Normandia nel 1819 Jeanne è una giovane e facoltosa donna che si affaccia alla vita. Figlia dei baroni Le Perthuis des Vauds, si innamora e sposa Julien de Lamare, nobile locale ma decaduto e che presto si rivela un adultero seriale. Julien infatti prima seduce e ingravida Rosalie, domestica al servizio dei baroni, poi chiede perdono a Jeanne e, dopo averlo ottenuto, rientra in seno alla famiglia, diventando padre di Paul. Nel futuro però le traversie di quella che poteva essere un’esistenza serena si affacceranno presto all’orizzonte per la nostra eroina... Une vie è l’adattamento del primo romanzo di Guy de Maupassant che il regista francese Stéphane Brizé decide di realizzare per portare ancora una volta sullo schermo il suo sguardo sulla cosiddetta “tragedia dell'ordinario”. Come già il Thierry de’ La legge del mercato (film precedente del nostro) anche Jeanne qui è semplicemente un essere umano, una persona, che, vittima delle circostanze, ma soprattutto della sua spiccata sensibilità, attraversa rassegnata la tristezza del suo tempo, consegnandosi letteralmente all’amore, prima per il marito, poi per il figlio, confidando che “i buoni sentimenti non potranno mai nuocerle fino in fondo”. Dolente, confuso, in perenne lotta con se stesso, l’animo di Jeanne crea un interessante, complesso flusso continuo di immagini. Lunghi piani sequenza si alternano ad un inquadratura in 4:3, che di fatto, e creativamente, riduce il mondo intorno alla nostra protagonista, costringendola quasi “a boccheggiare” alla ricerca di aria. Campagna e mare non bastano. Il dramma collega matrimonio, aristocrazia, psicologia e bellezza dei paesaggi. Chi l’ha detto che la sofferenza è territorio privilegiato di poveri e disperati? Anche i ricchi soffrono. Ed il travaglio di un passaggio epocale, come quello del travaso di potere tra la nobiltà e la borghesia, non può che amplificare questo destino. Prezioso come la gioia. Crudele come la morte.

 

 

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