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Mercoledì 4 aprile ore 2018 ore 16.00 e 21.00

Mercoledì 4 aprile 2018 ore 16.00 e 21.00

CINEMA e famiglia

SIERANEVADA

GENERE: Drammatico
REGIA: Cristi Puiu
ATTORI: Mimi Branescu, Andi Vasluianu, Bogdan Dumitrache, Ana Ciontea, Dana Dogaru, Ioana Craciunescu
PAESE: Romania, Francia, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Macedonia 2016
DURATA: 173'

 

TRAMA:
L’azione si svolge a Bucarest tre giorni dopo l'attacco a Charlie Hebdo a Parigi. Poiché sono trascorsi quaranta giorni dalla morte di suo padre il dottor Lary si unisce ai propri familiari dalla madre, per celebrare la memoria del genitore. La riunione prende però presto una piega inaspettata. La Romania ed il potere estremo di Nicolae Ceausescu. La sua condanna a mor te e la fine di un comunismo che definire “reale” decisamente non aiuta a rendere l’idea. Se la storia passata di questa nazione e di questo popolo sono difficilmente comprensibili qui da noi, che dire della sua attuale situazione? Questo film prova a raccontarcelo attraverso lo straordinario banco di prova della “famiglia” e dei rappor ti che la regolano. E se il “conducator” Ceausescu ed il suo regime (ma soprattutto l’esercizio del suo potere) si fondavano sulla bugia (FAKE NEWS?), quale strumento se non la menzogna pare vincere nella contemporanea società rumena? Diversissimo poi è il modo in cui ciascuno dei protagonisti mente. C’è chi vaneggia di complotti inesistenti prendendo in giro se stesso e chi glorifica un passato inventandone di sana pianta doti e pregi. Chi al contrario contesta ciò che è avvenuto, ma fa finta di non accorgersi della pochezza del presente o ancora chi confida soltanto nelle gioie dell’edonismo estremo, un comportamento a rischio, che prima o poi presenterà il suo conto. Claustrofobicamente chiuso il più delle volte tra quattro mura, Sieranevada ci costringe, attraverso una macchina da presa curiosa e incalzante, a spiare continuamente i suoi protagonisti. Buoni o cattivi, belli o brutti, per citare il cartello finale di Barry Lyndon, restano tutti in attesa di un giudizio. E siamo noi a dover produrre quel giudizio. Il dubbio rimane. Forse che un regime nefasto può prolungare in qualche caso la sua eco anche a tanti anni dalla sua scomparsa, o tutta la colpa è del presente, con la sua impossibilità a produrre nuovi, più forti e meglio credibili miti? Aper to. P.S. Se vi chiedete il motivo del titolo provate con queste due chiavi: 1) un ricordo di ambiente vagamente Western. 2) Più ironicamente il desiderio, da par te del regista, di imporre al proprio film un titolo che NON potesse essere cambiato dalla distribuzione commerciale all’estero.

 

 

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