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  • Poli Testata Programma

DOPPIO AMORE 

Mercoledì 31 ottobre 2018 ore 16:00-21:00 (V.O. Sottotitolato) 

GENERE: Drammatico, Sentimentale, Thriller
REGIA: François Ozon
ATTORI: Jacqueline Bisset, Marine Vacth, Jérémie Renier, Myriam Boyer, Dominique Reymond, Jean-Édouard Bodziak, Jean-Paul Muel
Francia 2017
DURATA: 110'

TRAMA:
Assenza principale: l'assonanza bello uguale buono uguale giusto. Assenze secondarie: la serenità, la verità, una pace facilmente raggiungibile. 

Chloé sta male e non guarisce. È giovane, è fragile, e sembra custodire al suo interno la propria condanna. Poiché le cure tradizionali non approdano a nulla affronta una terapia psicanalitica. Paul, lo psichiatra, la ascolta in silenzio. Poi pone fine alle sedute. La seduzione che Chloé esercita nei suoi confronti non gli permette di continuare la cura. Ma Chloé lo sorprende. Anche lei lo ricambia. Ma i colpi di scena non finiscono qui...
A ben pensarci François Ozon si concentra sul doppio fin dall'inizio della sua carriera. Un doppio positivo o negativo. Sempre inquietante, che spesso contempla amore, sesso e crimine. Maschio e femmina, gentile e brutale, vivo e morto, apparente e reale, amico e nemico.
Adattato da un romanzo breve di Joyce Carol Oates, "Lives of the Twins", il suo ultimo film, Doppio amore, declina ulteriormente questo tema, arricchendolo della manifestazione più palese del “disagio da doppio”: la seduta psicanalitica.
E se il cinephile si beerà delle citazioni più colte (alla De Palma per intenderci) da Cronenberg a Hitchcock, da Tourneur a Lang, lo spettatore comune non potrà non pensare al Polanski di Rosemary's Baby o al Fuller di Shock corridor.
Tutte ozoniane invece restano le ossessioni di impianto: come dialogano centro e periferia? Ritratto e contesto? Convenzione e semplice rappresentazione?
Le immagini mentono, sono doppie, sempre. Eppure proprio nella loro menzogna si nasconde la verità più intima, quella non scalfibile dal dubbio.
E forse il messaggio più autentico di questo ennesimo rebus (ricordate le sciarade di Frantz o de' Une nouvelle amie?) sta proprio in questo monito: se l'immagine è falsa il pubblico deve smettere di subirne passivamente il fascino (?!) deve difendersi, imparare a distinguere, deve interrogarsi, decifrare, cercare con pazienza e rigore la soluzione dell'enigma.
Onirico, intimo, esibito e nascosto: Insomma, doppio.

 


 

 

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