A huge collection of 3400+ free website templates www.JARtheme.COM WP themes and more at the biggest community-driven free web design site
  • Poli Testata Programma

INSYRIATED 

Mercoledì 07 novembre 2018 ore 16:00-21:00 

GENERE: Drammatico, Guerra
REGIA: Philippe Van Leeuw
ATTORI: Hiam Abbass, Diamand Abou Abboud, Juliette Navis
Belgio, Francia, Libano 2017
DURATA: 85'

TRAMA:
Assenza principale: la possibilità di uscir(n)e. Assenze secondarie: la salvezza, la sicurezza, la fine del dubbio, dell'indecisione tra fuggire e rimanere.

“Lascia il mondo fuori, non vale più niente”. La guerra in Siria. Una famiglia qualunque, in un giorno qualunque. È sempre guerra. Anche quando a combatterla sono donne, vecchi e bambini. E la dimensione claustrofobica del conflitto, dietro tende sempre tirate, di finestre che è pericoloso aprire, non fa che inasprire una situazione già di per sé al limite.
Vivere. Continuare a vivere diventa così l'obiettivo principale di queste esistenze. Una vita non così dissimile dalla morte, intendiamoci, soltanto più incerta. Più impaurita e senza scampo. A rischio, che trema per ogni bomba che scoppia sempre più vicino.

Ed è Hiam Abbass (volto notissimo agli amanti del buon cinema, attrice palestinese con passaporto israeliano e dal curriculum monstre, che va da Satin rouge di Raja Amari a La sposa siriana di Eran Riklis, da Paradise Now di Hany Abu-Assad a Free Zone di Amos Gitai, da Munich di Steven Spielberg a Il mio amico giardiniere,di Jean Becker, da L'ospite inatteso - The Visitor di Thomas McCarthy a Il giardino di limoni ancora di Eran Riklis, da The Limits of Control di Jim Jarmusch a La sorgente dell'amore di Radu Mihăileanu, giù giù fino ai kolossal come Exodus - Dei e re di Ridley Scott o a Blade Runner 2049 di Denis Villeneuve) a interpretare il ruolo principale del film. Solo la sua forza d'animo, il carattere e la decisione di Oum Yazan le permetteranno di tirare avanti.
Tra paura e angoscia, silenzi e divieti Philippe Van Leeuw, direttore della fotografia belga, qui alla sua seconda prova da regista, torna sulle atmosfere del suo esordio, quel Le jour où Dieu est parti en voyage, che nel 2009 raccontava la storia di un'altra vittima di un altro conflitto, quello di una donna tutsi durante il genocidio vissuto dal suo popolo nel 1994.
I figli e il padre anziano, la domestica e i vicini, appena sposati e con un figlio nato da poco. Chi può pensa a scappare (e qui entriamo in gioco noi, con quella domanda: “...ma da cosa fuggiranno tutte queste persone?”.
Ecco da cosa scappano. Dalla fame, dal terrore, dallo sgomento di non riuscire più a riconoscere il proprio skyline, il proprio quartiere, il proprio cortile. Tutto distrutto. Tutto fatto a pezzi. La nostra fiducia nel futuro compresa. Un dramma girato al chiuso e a porte sbarrate. Solo 24 ore. Solo una famiglia. Solo una guerra. Ma quanto universale è il risultato.
Autenticamente realista. Caparbiamente teatrale.

P.S. Il titolo in Italia non rispecchia quello internazionale, Une famille syrienne, ma era, all'origine, il titolo previsto per il film, giocando sul significato della parola inglese Insyriated, che suona: "reclusi in Siria".

 


 

 

Seguici su: